SHE: due premi al Festival dei Popoli e un ringraziamento alla squadra di montaggio

È festa a Firenze per SHE. Sono grato per questi due premi ricevuti al Festival dei Popoli da Il Cinemino e AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo.

Prima di tutto, il pensiero va al lungo e complesso lavoro di montaggio che ha attraversato SHE. Il montaggio, per me, è sempre stato il momento più faticoso. A differenza del lavoro sul campo, che affronto con entusiasmo e curiosità, la sala di montaggio è il luogo dove tutto si ricompone, dove ogni scelta pesa e ogni secondo di film diventa responsabilità.

Per questo ci tengo a ringraziare con sincerità tutta la squadra di montaggio: Alice Roffinengo, che ha affrontato la seconda parte del montaggio con grande professionalità, consapevolezza e una sensibilità profonda verso le protagoniste e verso la narrazione; Armando Duccio Ventriglia, che ha seguito il progetto fin dagli albori, sin dalla fase di ricerca, contribuendo con idee e proposte che hanno influenzato anche la scrittura; Roberto Zinzi, che ci ha accompagnati dall’inizio alla fine, con pazienza, competenza tecnica e la capacità di risolvere ogni difficoltà, anche a distanza.

Un ringraziamento speciale a Emma Ferulano, presenza trasversale e indispensabile, e a Michela Cerimele, con cui ho condiviso la nascita e lo sviluppo di questo progetto, indimenticabili le giornate e le nottate passate insieme a loro per scegliere le parole e le immagini più delicate e necessarie.

Grazie ad Aline Hervé e Lizi Gelberg per i generosi e preziosi consigli nei momenti più oscuri, in quell’estate caldissima chiuso in sala montaggio a cercare una direzione. Un grazie affettuoso al caro Roberto Minervini, per i suoi consigli quando è stato necessario prendere alcune decisioni cruciali sulla forma del film.

Un pensiero anche a Maria Sole Vu e Thanh Huong, che con pazienza e generosità ci hanno aiutato con le traduzioni e la sottotitolazione. Grazie a Bartholomeus Saruz per essere molto più che un colorist, ma un punto di riferimento fin dalle fasi di produzione.

Grazie a Quentin Laurent, produttore sensibile e paziente, capace di motivare e sostenere il film nei momenti più difficili, sempre con fiducia e lucidità.

Grazie infine a Il Cinemino per questo riconoscimento: speriamo presto di poter distribuire SHE anche nelle sale italiane, non appena sarà possibile, dopo la messa in onda prevista dal contributo selettivo. È importante parlare di lavoro e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, in uno dei momenti più tragici per la storia delle classi lavoratrici.

Oggi è festa per SHE, per tutte le nostre operaie del Vietnam, per tutte le persone che hanno creduto in questo film. E viva il Festival dei Popoli, che continua a essere uno spazio prezioso per il cinema documentario e per le storie che ci aiutano a guardare il mondo con occhi più attenti. Grazie a tuttə.

Premio Distribuzione in sala Il Cinemino
“Per la capacità di trasformare l’osservazione documentaristica in un racconto corale di grande forza emotiva e profondità sociale. Attraverso un lavoro di ricerca durato anni, il regista accompagna lo spettatore all’interno del più grande parco industriale dell’elettronica in Vietnam, dando voce alle operaie la cui quotidianità è segnata da ritmi estenuanti, anonimato e pressioni sociali. Il film, costruito su più livelli narrativi — tra fabbrica, villaggio e laboratorio performativo — intreccia realismo e simbolismo, restituendo un’immagine complessa delle contraddizioni tra lavoro, dignità e aspirazioni personali. She non è solo un documentario sullo sfruttamento globale: è un atto di responsabilità civile e artistica, un invito a riflettere sul valore della memoria collettiva e della testimonianza, capace di coinvolgere il pubblico in sala attraverso la delicatezza, il coraggio e l’umanità delle protagoniste.”

Premio AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo
“Il documentario si distingue per un montaggio che accompagna una costante ed elegante progressione del racconto; restituisce una profonda lettura e comprensione dello spazio narrativo, e presenta un ritmo interno coerente con la ritualità e le emozioni delle sue protagoniste. Le pause e le accelerazioni rispondono con sensibilità all’intensificarsi del racconto, composto da diverse voci che armoniosamente convivono e confluiscono in un unico flusso narrativo. Il montaggio sonoro partecipa a una tessitura in stretta relazione con il piano visivo, amplificando, nel suo complesso, la capacità immersiva dell’opera. Inoltre, il film elabora un linguaggio visivo originale, innovativo e ibrido che genera nuova forza espressiva e stratificazione di senso al suo interno”