Animatica premia rukeli al cortocircuito film festival

“RUKELI” PREMIATO AL CORTOCIRCUITO FILM FESTIVAL DI MILANO

Siamo fieri di annunciare che RUKELI, il cortometraggio d’animazione diretto da Alessandro Rak, ha vinto il Premio Miglior Corto di Animazione al CortoCircuito Film Festival appena concluso, assegnato dalla giuria di Animatica a cura dell’ Associazione Culturale Il Tassello.

Di seguito, le motivazioni della giuria: “Rukeli racconta uno sterminio, un’oppressione, organizzata e durevole nel tempo, attraverso una storia di pugilato. Tramite un riscatto personale, un riscatto piccolo e cocciuto, riportando agli occhi degli spettatori una vecchia fama da pugile ora dimenticata, un luccichio, in mezzo a tutto il letame lasciato dietro di sé dal Novecento. 

Rukeli è la storia di un pugile tedesco e «zingaro», un medio-massimo, la cui bravura offendeva il Reich, e che per questo è stato prima allontanato dalla società cosiddetta ariana, poi ridotto a peso piuma, a uomo con il peso di un bambino, come tutti gli altri dentro al campo di sterminio. 

Il gruppo di ragazzi napoletani che hanno lavorato a questo corto per parlare delle persone sinte, ha avuto un’idea luminosa, quella di mettere insieme il pugilato e l’animazione. Per parlarne a chi li conosce, ma soprattutto a chi li vede da lontano, passando in auto, e spera che il vento caldo dell’estate non ne porti l’odore. Una storia di forza, armonia e bellezza dentro il flusso dei fotogrammi animati. 

Partendo da notizie storiche sulla figura del pugile sinti Johann Trollmann, detto Rukeli, e vissuto in Germania durante il nazismo, i ragazzi hanno scelto, creato e modificato immagini vere e fittizie. Hanno dato forma e coesione a questa frammentarietà, inventando e scrivendo un racconto in prima persona. Ascoltiamo la voce stessa di Rukeli, che sullo sfondo di un efficace montaggio video ci dice la sua storia di sport, di vittorie, di prigionia. 

Ma la verità storica è appena un punto di partenza, e conta fino a un certo punto. Il corto infatti rimaneggia, inventa ed evoca un personaggio attraverso il quale parla la comunità sinti, del loro essere stati umiliati, ma anche del loro essere vitali, presenti, pronti a farsi sentire e a vivere pienamente.

Ascoltiamo il racconto del pugile sopra un montaggio insieme convulso e armonioso, dove il bianco e nero, e in particolare il filtro pittorico che sfoca ogni cosa, non servono tanto a dare lo stesso sapore a tutte le immagini, ma a schermare il nostro sguardo, a trasformare foto che ricordano quelle di repertorio in uno schizzo stilizzato, poco definito, in modo che le scene che vediamo assomiglino alla voce roca, imperfetta e dal forte accento sinti di Rukeli che rievoca la sua storia. 

Non possiamo più affidarci quindi solo ai nostri occhi, dobbiamo partecipare, ascoltare, usare l’immaginazione, condotti dalla voce del pugile, per far esistere la sua storia dentro la sala. 

Rukeli ci dà conto, e in modo chiaro, di cosa sia l’esclusione, l’emarginazione, la voglia di vivere e di essere riconosciuti senza diminuzioni, lo fa senza che le immagini lo mostrino direttamente. Ci dice cos’è successo durante il nazismo, e cosa succede durante i giorni nostri, attraverso la fiducia che riponiamo in un racconto, e non tramite l’ambigua oggettività delle foto di repertorio. 

Per questo, per la Giuria di Animatica, Rukeli è il miglior corto in concorso nell’edizione 2026 di CortoCircuito Film Festival, Sezione Animazione.”


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