SHE di Parsifal Reparato a Locarno tra i titoli Cinecittà
Dopo l’annuncio ufficiale di ieri della selezione di SHE alla Semaine de la critique del Locarno Film Festival, oggi Cinecittà News ha dedicato un approfondimento ai titoli italiani presenti al festival, includendo SHE tra le opere segnalate, accanto a La notte di Pippo Delbono.
Diretto da Parsifal Reparato e prodotto da Antropica, Les Films de l’œil sauvage, PFA Films e Cinecittà, SHE racconta le vite e i corpi delle operaie dell’elettronica nei sobborghi industriali del Vietnam. Un lavoro nato da anni di ricerca sul campo, in cui lo sguardo etnografico si unisce a un approccio sensoriale e poetico.
Come si legge nell’articolo: “Un viaggio immersivo e sensoriale in una delle più grandi periferie industriali del Vietnam, dove migliaia di donne assemblano componenti per la tecnologia globale.” Il film attraversa le fabbriche, le pause, le periferie, ponendo domande sulla memoria, il corpo e la rappresentazione del lavoro.
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‘Bobò’ di Pippo Delbono e ‘SHE’ di Parsifal Reparato sono i due titoli Luce Cinecittà in anteprima a Locarno 78
BOBÒ: LA VOCE DEL SILENZIO
Bobò è il titolo del documentario di Pippo Delbono che partecipa a Locarno78, Fuori Concorso.
Il film racconta la storia reale di Bobò, uomo sordomuto, analfabeta e microcefalo, che ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa. La sua vita prende una svolta inattesa quando incontra Pippo Delbono, che lo scopre durante una visita nella struttura e ne rimane profondamente colpito. Da quel momento nasce un legame umano e artistico che cambierà per sempre le loro esistenze. Grazie all’incontro, Bobò — fino ad allora invisibile al mondo — diventa una figura centrale nel teatro e nel cinema di Delbono, rivelandosi interprete sorprendente, capace di comunicare con forza e poesia anche senza parole. La sua presenza ridefinisce il linguaggio artistico del regista, trasformando il suo modo di raccontare, di guardare, di creare.
Il documentario si compone di materiali d’archivio raccolti lungo oltre vent’anni: riprese originali,estratti di spettacoli, interpretazioni teatrali e momenti di vita quotidiana che restituiscono con delicatezza e intensità la figura di Bobò. La digitalizzazione di oltre 300 ore di repertorio s’intreccia con nuove riprese realizzate tra Napoli e Aversa, nei luoghi dove tutto è cominciato. Il montaggio e la scelta musicale – a cura di Enzo Avitabile – accompagnano il racconto con sensibilità. Ne emerge un ritratto unico: non solo quello di un uomo liberato dal silenzio, ma anche di un artista inconsapevole capace di lasciare un’impronta indelebile.
Bobò arriverà in autunno nelle sale italiane, distribuito da Luce Cinecittà, avvicinandosi idealmente alla Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre) e contribuendo, attraverso il cinema, alla riflessione condivisa sul tema.
Il doc è una produzione Fabrique Entertainment, Luce Cinecittà, Inlusion Creative Hub, Vargo, con Rai Cinema. L’opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, Ministero della Cultura – Direzione generale Cinema e Audiovisivo. Con il contributo ex L.R. 30/2016 della Regione Campania e Film Commission Regione Campania.
SHE
L’altro titolo targato Luce Cinecittà, nella selezione della Semaine de la Critique di Locarno78, è SHE di Parsifal Reparato.
Il regista, produttore, antropologo e giornalista racconta storie di sfruttamento e patriarcato nel più grande stabilimento industriale di elettronica al mondo, in Vietnam, Paese di co-produzione con Italia e Francia: il titolo è prodotto da AntropicA, PFA Films, Les Films d’oeil Sauvage e Luce Cinecittà.
Tra gli altri, SHE ha vinto il Premio Solinas – Miglior Documentario per il cinema in collaborazione con Apollo 11 e l’ILO – International Labour Organization patrocina il film e la campagna di impatto sociale.
Questo film squarcia il velo di una contemporaneità abnorme e nascosta, raccontando il polo industriale dell’elettronica di Bac Ninh, Vietnam, uno dei più grandi al mondo. Un cosmo in cui vivono e lavorano 100.000 persone, di cui l’80% composta da donne, governato da un sistema basato sullo sfruttamento intensivo delle vite, del sacrificio del tempo e delle soggettività delle operaie, sulla perdita della cognizione del tempo, dei bisogni, dei diritti. Una condizione rappresentata attraverso l’anonimato di volti e corpi, e un dispositivo cinematografico di grande forza. Una condizione umana grave, toccante, gelida che reclama calore, che non riguarda un altrove fantascientifico, anche se le immagini sembrano restituirlo, ma parla di un presente in cui i robot che costruiamo sono già le persone che rischiamo di diventare. “SHE è un film sulla resistenza nascosta, sul diritto a esistere come persone, non solo come forza lavoro. Ma è anche una proposta: quella che le operaie hanno messo collettivamente in scena può essere l’inizio di una nuova storia”, ha dichiarato il regista.























